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Video on demand: cosa fanno gli aggregatori per la distribuzione

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Anche tu fatichi a vendere un documentario e vorresti capire come diffonderlo su piattaforme video on demand ma non sai quali potrebbero fare al caso tuo? Le piattaforme video on demand hanno rivoluzionato il modo di fare distribuzione indipendente e quello di concepire i contenuti stessi. In che modo è cambiata la vita dei produttori?

Grazie alla nascita del video on demand, molti produttori indipendenti, da sempre esclusi dal panorama della distribuzione cinematografica, in mano alle grandi aziende di produzione, si sono trovati ad avere maggiori possibilità di vendere un documentario.

Con un minimo di ricerca ti accorgerai che oltre alle piattaforme streaming di Amazon, Netflix e Disney+, note per la loro inarrivabilità, ce ne sono molte altre meno conosciute che potrebbero essere un buon canale per mostrare il tuo lavoro. 

Ma come funziona il compenso nel mondo video on demand? Quando si parla di VOD ci si riferisce a spazi che ospitano il documentario e che per ogni visualizzazione corrispondono una somma al produttore. 

Il profitto finale è concepito su grandi numeri ed essendo talmente vasta l’offerta, come si può essere sicuri che le persone trovino il film e lo guardino? Come essere certi che quella sia la piattaforma video on demand ideale per il nostro documentario?

Per venire incontro a questa esigenza, sono nati degli intermediari, chiamati aggregatori, che stanno nel mezzo tra i produttori e le piattaforme video on demand. 

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I migliori aggregatori per il video on demand

Cominciamo ad esplorare il mondo degli aggregatori video on demand e capirne le diverse caratteristiche. Devi pensare questi intermediari online come se fossero dei veri e propri distributori perciò nella maggior parte dei casi, per ogni guadagno, ti verrà chiesta una commissione da parte dell’aggregatore. 

Le condizioni cambiano da intermediario ad intermediario perciò prima di immergersi in un accordo, consigliamo sempre di rivolgersi ad uno studio legale specializzato nel diritto d’autore. Detto questo, inizio a parlarti degli aggregatori video on demand. 

BitMax

Bitmax è un’azienda americana dei più grandi fornitori di contenuti destinati alla distribuzione. È rivolto principalmente alla distribuzione di show televisivi, video musicali e film. Comunica con aziende piuttosto importanti come AppleTV, YouTube TV, Amazon Prime Video e Google Play. L’obiettivo è aumentare le possibilità per i produttori di monetizzare attraverso le piattaforme video on demand.

Il pacchetto base di Bitmax per un lungometraggio ha un prezzo di 550€ circa, ma sarà necessario contattarli per un preventivo. Quindi il prezzo finale sarà più alto a seconda di quale piattaforma e luogo hai scelto per la distribuzione indipendente.

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Quiver digital

Quiver Digital è un altro aggregatore che vale la pensa considerare. È l’aggregatore preferibilmente usato da Sundance’s Creative Distribution Initiative.

Come prezzi, anche in questo caso ti chiedono di anticipare. Per i film, sono 877€ per la prima piattaforma VOD e 160€ per ogni piattaforma in più. Per i cortometraggi, scende a 379€ per la prima piattaforma e 92€ per ogni successiva. Tuttavia, Quiver non prende percentuali sui tuoi guadagni. Paghi una volta per la consegna, quindi mantieni il 100% delle tue entrate.

Filmhub

FilmHub è un aggregatore un po’ diverso dagli altri e su cui mi sento di poter esprimere qualcosa in più perché è un servizio che ho provato. Anche qui si tratta di un’azienda americana che prende in carico i migliori film indie per proporli alle tantissime piattaforme video on demand.

Queste ultime possono scegliere i lavori che più gli piacciono e prenderli in carico. Una volta che il film è online sul canale VOD e le persone cominciano a guardarlo, FilmHub trattiene il 20% sui tuoi guadagni. 

Quindi quello che è interessante di FilmHub è che non devi pagare in anticipo per proporre il materiale ed inoltre puoi raggiungere un certo qual numero di piattaforme video on demand anche di nicchia in tutto il mondo.

Per finire, quello che più ho apprezzato di FilmHub è la possibilità di mantenere il controllo sul lavoro in termini di diritti d’autore. Quelli rimangono a te e puoi decidere in qualsiasi momento di revocare il permesso ai canali di distribuire il film. 

Ve lo consiglio caldamente.

Indie Rights

Indie Rights, più che un aggregatore, potremmo considerarlo più un distributore digitale. In questo caso, non funziona che chiunque può proporre il suo prodotto ed essere accettato immediatamente. 

Prima di lavorare con Indie Rights il tuo film/documentario verrà valutato e se passerà il giudizio, ti verrà proposto un contratto per i tuoi diritti. Il principio alla base è sempre lo stesso: Indie Rights prende in carico il tuo film per distribuirlo traendone il 20% dai profitti.

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