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Il regista di documentari: la differenza tra dirigere attori e persone reali

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Indice dei contenuti

Cosa fa il regista in un film documentario

Quante volte ti sei chiesto cosa fa il regista in un documentario se non ci sono attori da dirigere ed il set è la rappresentazione della realtà? Certo è che il ruolo principale che il regista ha sul set di un film è diverso in un documentario. La sostanza del suo ruolo rimane la stessa: imprimere la propria visione della storia durante tutto l’arco del film.

La regia del documentario rappresenta un elemento oscuro ai più. Il regista è anche nel documentario la figura di riferimento per quel che riguarda la forma artistica e lo sviluppo narrativo della storia. 

Il ruolo del regista rientra in tutte le fasi della realizzazione del film, dalla pre produzione alla post-produzione e si circonda di tutta una serie di altre figure che coadiuvano alla realizzazione dell’intero progetto:

Nelle produzioni più piccole spesso chi ha l’idea si ritrova a ricoprire più ruoli contemporaneamente o addirittura tutti insieme, mentre nelle produzioni di documentari più grandi, come BBC, ci sono molte persone che vanno a formare la troupe. 

Pre produzione

Tornando alla figura del regista, lo vediamo presente durante tutta fase di pre produzione a definire la storia e l’approccio artistico che verrà utilizzato durante le riprese. É compito del regista selezionare e scegliere i personaggi più adatti ed il tema centrale su cui si fonderà la storia. Se vuoi leggere un approfondimento sulla fase di pre produzione: Pre produzione di un documentario: cosa devi sapere prima di cominciare

Insieme al produttore è il regista che redige la proposta per ottenere finanziamenti e realizzare il documentario. Al suo interno si occupa di tutto ciò che concerne la storia ed i contenuti. Se vuoi leggere più informazioni sulla proposta ti consiglio di leggere l’articolo: scrivere un pitch per un film documentario: come, cosa, perché

Produzione

Subito dopo la pre produzione, il regista continua la sua corsa prendendo parte a pieno delle riprese sul campo. Qua vi è una stretta collaborazione con il direttore della fotografia (DOP) con cui precedente è stato definito lo stile artistico e le inquadrature.

Non pensare che in un documentario ci sia soltanto improvvisazione, perché non è così: esiste una parte di aleatorietà di cui sei incapace di avere il controllo, ma ne ci sono altrettanti momenti dove è necessario prendere in mano le redini della situazione, proprio come in un film. 

É questo anche il momento dove è necessario lavorare insieme ai personaggi tirandone fuori il meglio attraverso azioni specifiche che vengono chieste loro di fare o interviste. Ma ti racconterò di questa parte nel prossimo paragrafo.

Post produzione

Infine, il regista è impegnato al 100% nella post produzione insieme al video editor, dove verrà messa insieme la storia e montato l’intero documentario. In questa fase è importantissima la presenza del regista che conosce perfettamente la storia, in ogni sua sfumatura e coadiuva insieme al video editor per ottenere il meglio dai video. 

Cosa deve fare un regista di documentari

Come ci si comporta sul campo? Il regista è la figura che sul set di un documentario ha bisogno di far proprie una serie di caratteristiche umane: capacità comunicativa ed l’empatia.

Il regista di documentari si trova sempre a contatto con le persone, spesso in delle situazioni limite in cui i personaggi hanno bisogno di essere compresi. É necessario quindi che vi sia l’interesse del regista ad entrare in contatto con la persona e sviluppare un legame.

Capacità comunicativa

Ed il regista in un documentario come fa? Sappiamo tutti che i personaggi di un documentario non sono attori professionisti (o almeno la maggioranza) ed interpretano nella storia il loro stesso ruolo nella vita. Questo è un tratto distintivo non da poco che costringe il regista di documentari a compiere un passo diverso rispetto alla fiction. 

Invece che chiedere alle persone di entrare nel suo mondo, è proprio il regista che si cala nella realtà dei personaggi con empatia, cercando di coglierne gli aspetti più reconditi e profondi. I personaggi non hanno battute da recitare, ma si esprimono per come si sentono in quel momento: se sono tristi comunicano tristezza, se sono felici ci aspetteremo di ricevere gioia. 

Ogni emozione ha il suo tempo mi piace sempre dire e la bellezza profonda è che un personaggio in un documentario non rimane mai nello stesso identico stato d’animo, ma si modella continuamente secondo le sfide che la vita pone a lui/lei di fronte nel raggiungimento del suo obiettivo. Le doti comunicative dovrebbero essere proprie di ogni regista per riuscire a comunicare al meglio con i personaggi, siano essi persone qualsiasi o attori. 

Se sul set si rispetta quanto più possibile la sceneggiatura, nel documentario per certi aspetti regna la libertà. Non intendo dire che non sai mai che cosa aspettarti durante le riprese (certe volte sì..), piuttosto che non saprai mai fino a quel momento in che modo il personaggio interpreterà un’azione, sia essa anche un gesto di vita quotidiano. E tu non puoi dirgli come deve farlo.

Dirigere l’intervista 

Un margine di manovra un po’ più ampio si realizza durante l’intervista. Se vogliamo esprimerla in termini calcistici, il regista gioca in casa perché partono da lui/lei le domande per l’intervistato. Certo è che non va mai persa la spinta empatica che aiuta il personaggio a sentirsi a suo agio di fronte alla telecamera.

Penso che l’intervista sia uno dei momenti di maggiore tensione per una persona che deve risponde a delle domande mentre viene registrata. Se vuoi leggere di più su come condurre un’intervista, ti consiglio di leggere: Cosa chiedere in un’intervista: una guida per sviluppare le domande Come fare un’intervista: una guida per realizzare l’intervista perfetta

Gli attori di un film, oltre che essere professionisti abituati, seguono invece un copione che è stato scritto per essere recitato. Tutt’altro contesto che ci ricorda quanto fare il regista abbia delle sfaccettature molto corpose a seconda del progetto.

 

 Entrare nella vita delle persone

In un documentario è importante che vengano raccolte immagini che ritraggono i personaggi svolgere azioni di vita quotidiana che aiutano lo spettatore a rilassarsi e vedere altri aspetti dei personaggi in questione. 

Queste scene devono essere progettate da zero, chiedendo alle persone di poter filmare certi momenti della giornata. Se provi a pensarci, può essere impegnativo per una persona essere seguita durante la giornata per la raccolta di materiale. Qualcuno potrebbe non sentirsi a suo agio o in qualche modo giudicato. É necessario entrare a piccoli passi nella vita delle persone, senza giudizio e pronti a sentirsi di NO alcune volte. 

Questo contesto è molto diverso da quello che succede sul set, dove il regista è alle prese con una sceneggiatura in cui le azioni sono già impostate ed in cui gli attori devono muoversi. La capacità del regista sta nel coordinare nel modo giusto gli attori in modo tale da rendere un’azione scritta su carta il più vera possibile riprodotta in schermo. 

In questo articolo ho voluto rappresentare in generale questa meravigliosa professione ed esprimere alcune delle sue sfumature. Spero ti sia stato utile per comprendere ancora di più il ruolo del regista di documentari.   

Chi scrive la sceneggiatura di un film documentario?

La sceneggiatura di un film documentario descrive nel dettaglio lo svolgimento del progetto. Ovviamente, trattandosi di un documentario, la sceneggiatura non potrà mai essere una riproduzione precisa come succede nei film, ma si mantiene sempre un certo alone di incertezza dovuta alle parole degli intervistati. Ecco perché molte volte la sceneggiatura viene scritta a fine riprese, quando tutto il materiale è disponibile. 

Chi scrive la sceneggiatura di un film documentario? Arrivato a questo punto dell’articolo, potrai immaginare che non c’è una persona singola che partecipa ad uno step così importante per la vita del progetto. Sicuramente il regista è coinvolto al 100%, ma viene aiutato nel lavoro dal produttore per confezionare una storia che sia accattivante per il mercato. 

Lo sviluppo di un progetto documentario è complesso e richiede idee chiare sull’obiettivo che si intende raggiungere. La prima cosa che ti consiglio è quella di buttare giù i capisaldi che andranno a definire la storia, ossia la logline, la sinossi, un approfondimento sui temi e contenuti, nonché lo stile artistico che intendi imprimere al progetto. 

Questi sono alcuni punti chiave che vanno a comporre il pitch di un film, ossia una proposta scritta che viene realizzata a monte per sviluppare il progetto e possibilmente trovargli già una distribuzione o finanziamento. La proposta è il preludio della sceneggiatura in un documentario, e per questo è fondamentale scriverla e trasmettere la propria visione della storia. 

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