fbpx

Benvenuto su School of Doc, ecco per te uno sconto del 10% sul tuo primo acquisto. Approfittane ora e digita WELCOME10 al checkout!

montaggio video

Montaggio video: 7 indizi per capire se un documentario funziona

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Indice dei contenuti

Innanzitutto complimenti!! Perché? Arrivare alla fine delle riprese di documentario e pensare al montaggio video è già una grandissima notizia, ne devi essere orgoglioso. Fare un film è un processo lungo, faticoso e spesso frustrante: già dalla scrittura di un documentario, per passare alla pre-produzione, la ricerca, le interviste e la produzione vera e propria. 

Ogni passaggio è complicato ma è quando passiamo al montaggio video che i nodi vengono al pettine che si capisce se un film è un successo o un fallimento. In questo articolo vi racconto 10 indizi per capire se un documentario funziona o no in fase di editing.

Aggancia il tuo spettatore

Ogni film o documentario che si rispetti comincia con un hook e questo ha un solo ed unico scopo: agganciare l’attenzione dello spettatore e trattenerla fino alla fine del film. Traducendolo in italiano hook significa “uncino” e rende proprio l’idea di catturare, prendere, agganciare qualcosa così saldamente che è impossibile poi staccarsi. 

Ecco perché questo è il primo consiglio che vi do: dovete lavorare molto attentamente al video editing perché l’hook del vostro film sia un perfetto mix di informazioni, immagini. Deve svelare senza spiegare, mostrare senza spoilerare, può anche mostrare la scena principale del film film senza però svelarne il contesto.

L’hook dura solitamente dai 30 secondi ai 2 minuti ed è forse la parte più difficile e forse la più importante di tutto il film (insieme al trailer che però non compone di fatto il film). Cercate sempre di mostrare il miglior uncino possibile al vostro spettatore, dovete fargli venire voglia di vedere il film, deve essere impossibile per lui o lei cambiare canale o andare avanti. Non sottovalutate questo indizio perché sarebbe la rovina del film.

Il contesto è tutto

Se hai fatto un buon lavoro fino a qua hai in mano l’attenzione del tuo spettatore per i prossimi 30 o 90 minuti (a seconda se si tratta di un cortometraggio o di un lungometraggio), non la sprecare ma soprattutto non la dare mai per scontata. Lo spettatore deve essere accompagnato per tutto il film: dobbiamo dargli tutti gli elementi necessari per capire da solo in modo che si senta coinvolto e partecipe.

Quando si dice che è necessario definire il contesto (o il retroscena) si intende dare a chi guarda tutte quelle informazioni correlate alla storia o al protagonista che sono necessarie per comprendere la storia. Qui può venire in aiuto la regola delle 5 W.

Alcune immagini tratte dal nostro film “Tied into me“.

Per chi non la conoscesse si tratta di una serie di 5 domande:

  1. Who: chi è il protagonista della storia?
  2. What: di cosa parliamo?
  3.  When: quando avviene (o è avvenuta) la storia?
  4. Where: dove si svolge il film?
  5. Why: perché questa storia è importante?

Se durante il montaggio video risponderete a queste domande il film avrà tutte le basi per essere un buon prodotto, ma non è finita qui.

Inizio, svolgimento e fine

L’avrete sentito mille altre volte: la struttura narrativa di un film, di una sequenza e di una scena è sempre composto da un inizio, da uno svolgimento e da una fine. È importantissimo tenere sempre in considerazione questa struttura per evitare di perdere lo spettatore per strada.

Ognuna di queste tre parti è fondamentale, vediamo perché: 

  • Inizio: definisce (o sposta) il contesto dando allo spettatore le informazioni necessarie per capire dove si sta per svolgere la sequenza
  • Svolgimento: nella parte centrale lo spettatore deve seguire (e lo deve fare senza fatica) le azioni che si svolgono. 
  • Fine: nella parte finale si deve chiudere la sequenza e preparare quella successiva, senza lasciare punti in sospeso o domande senza risposte.
La struttura narrativa classica di un film è composta da: inzio, svolgimento e fine

Montaggio video: fluido è meglio

Un aspetto a cui personalmente tengo molto è la fluidità del film. Aldilà di dividere le sequenze in inizio, svolgimento e fine è anche necessario che il passaggio tra l’una e l’altra non sia brusco, che non si crei uno “scalino”.

Guardare un film è un viaggio, un momento di relax ma anche di concentrazione ed ogni passaggio scattoso porta lo spettatore a distrarsi e a ricordarsi che “sta guardando un film” e questa è l’ultima cosa che vogliamo in quanto produttori di film. Il film perfetto infatti è quello che fa dimenticare di essere di fronte alla televisione e fa vivere un’esperienza completa allo spettatore.

Guarda i tuoi spettatori mentre guardano il tuo film

No, non sono impazzito e voi avete letto bene: una delle cose più utili e divertenti di mostrare un film a qualcuno è concentrarsi sulla sua esperienza. Ci sono alcuni indizi che evidenziano il fatto che lui/lei non è completamente immerso nel film o non sta capendo qualcosa e sono questi:

  1. Uno sguardo al telefono o all’orologio: è un pessimo segnale per voi, significa che si sta annoiando e che non vede l’ora che finisca il film. Prendete nota del momento in cui questo accade e cercate di capire perché si è distratto e come risolvere
  2. Una domanda: se vi viene fatta una domanda, una qualsiasi domanda vuol dire che il film non sta funzionando come dovrebbe. Se la domanda è sulla storia vuol dire che non avete fornito tutti gli elementi, se riguarda il processo di produzione significa che lo spettatore si è distratto ed è più concentrato nel pensare a voi piuttosto che al film
  3. Lo sbadiglio: qui non serve nemmeno spiegare, se qualcuno sbadiglia può voler dire solo due cose. È talmente tardi che vi state per addormentare tutti o il film è noioso e deve essere sistemato.

Per ognuno di questi tre indizi la soluzione è una: segnatevi i punti e riflettete se è una casualità o c’è un motivo. E se c’è un motivo, tornate al video editing e sistemate.

Le domande finali

Arrivati alla fine lo spettatore dovrebbe aver capito tutto, dovrebbe aver assorbito tutti gli elementi della storia e non dovrebbe aver domande in sospeso (o quasi, le vedremo nel punto 7). In caso sia andato tutto bene non dovreste ricevere domande strane del tipo: ma come ha fatto x a fare y? O ancora: ma perché è successo z? Questo vuol dire che avete lasciato delle domande in sospeso e non va bene.

Se invece non vi vengono fatte domande e siete un po’ perfidi (come noi) potreste essere voi stessi a fare delle domande al pubblico: provate a tastare il terreno e cercate di capire se hanno capito tutto. Dovete stare attenti nel non metterli sotto pressione ma è davvero utile per capire se il film è riuscito o meno.

La sana curiosità

Eccole, le uniche domande positive a cui prestare attenzione: quelle che trasmettono una sana curiosità. Per il nostro film Tied into me ogni volta che mostriamo il trailer o l’intero film ad un pubblico veniamo sommersi da domande del tipo: e ora? Dov’è il protagonista, cosa sta facendo? Oppure ancora per il film 50 Liters Life girato in Sudafrica: com’è la situazione oggi? C’è ancora carenza d’acqua?

Questo significa che non solo siete riusciti a rispondere a tutte le domande possibili ma che il vostro pubblico si è affezionato alla vostra storia ed è curioso di saperne di più. Che è la cosa più bella per un documentarista ed apre le porte ad altri film.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Chi siamo

School of Doc parla facile!
Creiamo contenuti e corsi di formazione online per chiarirti gli aspetti più critici della produzione e distribuzione di un documentario.

Siamo anche su

La newsletter

Vuoi ricevere una selezione di super contenuti sul mondo documentario? Parleremo di distribuzione, festival, video, eventi e ti renderemo disponibili contenuti non accessibili per gli altri utenti.

Ultimi post

I nostri corsi

Prima di andare via, ti suggerisco di leggere questi

La pubblicità non piace a nessuno

Questo articolo è offerto da: NESSUNO! Perché la pubblicità non piace a nessuno.
Questi contenuti che leggi sono gratuiti e senza interruzioni. Aiutaci a mantenerli tali supportando questo blog.