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Siamo Caterina Tarducci e Riccardo Sartori e siamo due documentaristi indipendenti; nel 2017 abbiamo coprodotto il documentario 50 Liters Life, acquisito da STV, ERP Grecia e StarzPlay. Nel 2019 hanno iniziato la produzione di Tied into me che è terminata nel 2021.

Come girare un cortometraggio in due giorni

Si, hai letto bene, abbiamo proprio scritto “come girare un cortometraggio in due giorni”. E non stiamo scherzando, l’abbiamo fatto! Lo scorso dicembre ci siamo trovati con tutta la nostra crew a Venezia per fare un cortometraggio ed avevamo poco tempo per farlo, pochissimo.

Tutto è cominciato quando in una chiamata con Canon Italia ci è stata detta questa frase: “ragazzi ci piace molto il vostro lavoro, che ne dite se vi inviamo una delle nostre Canon EOS C300 Mark III e realizzate qualcosa per noi?”. Come potevamo dire di no? A quel punto ci siamo messi al lavoro e ci siamo preparati per girare un cortometraggio di tutto rispetto. Prima di continuare però: buona visione!

Cosa serve per produrre un cortometraggio?

Per produrre un cortometraggio avrai bisogno di alcune cose, per quelle principalmente legate allattrezzatura cinematografica ti basterà organizzarti per tempo, per altre invece sarà necessario studio, lavoro e preparazione. Ma non ti preoccupare, in questo articolo seguiremo passo per passo tutte le fasi che abbiamo seguito noi per fare il cortometraggio ed arrivato alla fine avrai tutti gli elementi necessari.

Se non bastasse o volessi approfondire ancora abbiamo preparato una lezione (di una ventina di minuti circa) in cui ti portiamo nel dietro le quinte del film, dalla fase di preproduzione e di scrittura di una sceneggiatura fino alla fase di post-produzione.

La storia

La prima cosa di cui hai necessariamente bisogno (sia che tu voglia fare un cortometraggio, girare un film o fare un documentario) è la storia. Molto spesso ci siamo ritrovati a discutere sulla differenza tra argomento e storia perché c’è molta confusione. Cerco di spiegarmi brevemente.

L’argomento attorno a cui ruota una storia è molto generico (cambiamento climatico, razzismo ecc) mentre la storia ruota tutto attorno ad una persona o ad un gruppo di persone che vogliono raggiungere uno scopo (che abbia qualcosa a che fare con l’argomento)

Un obiettivo da raggiungere

Questa la dovete segnare perché è importantissima: ogni personaggio che si rispetti vuole raggiungere uno scopo, desidera qualcosa e fa di tutto per ottenerlo. Prima di cominciare a scrivere una sceneggiatura fermatevi sempre a pensare a dove finisce la storia. Una volta individuato il fine ultimo del vostro protagonista potete cominciare a scrivere le scene.

Una troupe

Non parliamo di 30/40 persone ma individuare un gruppo di amici e professionisti pronti ad aiutarvi sicuramente aiuta. Le figure che vi consigliamo di individuare sono:

  1. Regista (se non lo fate voi);
  2. Cameraman;
  3. Sound Designer;
  4. Attori;
  5. Comparse;
  6. Montatore video;
  7. L’amico tuttofare che vi salva sempre la vita.

La location

Da qualche parte dovrete pur girare questo film no? In base alla storia, alla lunghezza (se vuoi capire quanto deve durare in media un cortometraggio clicca qua), alla complessità della storia individuate la location o le location necessarie. Per quanto riguarda i permessi per girare un film dipende da tanti fattori. 

Per progetti piccoli e/o per location poco trafficate potete evitare mentre se avete in programma di occupare il suolo pubblico o dovete riprendere in location particolare dovrete richiedere l’autorizzazione per effettuare le riprese al comune in questione.

Per quanto riguarda il nostro corto vi ricapitoliamo qui sotto per punti:

  • Storia: un ragazzo cammina per venezia quando ad un certo punto sente le sirene, corre per salvare la sua casa galleggiante ma arriva troppo tardi. La barca è affondata.
  • Obbiettivo da raggiungere: arrivare in tempo per salvare la casa galleggiante
  • Troupe: eravamo in 6 persone (regista, assistente di regia, cameraman, assistente alla camera, attore, comparsa)
  • Location: Venezia

Come funziona un cortometraggio?

Nel nostro caso è stato molto semplice e molto complicato allo stesso tempo. Volevamo fare una rievocazione di quanto successo il 12 novembre del 2019 quando Venezia è stata sommersa dalla seconda peggiore acqua alta di sempre. Durante quella notte Daryl Smith (protagonista del nostro ultimo documentario Tied into me) ha perso tutto: vestiti, libri, e anche la sua casa galleggiante Gina. 

Quando Canon ci ha proposto di inviarci una delle loro videocamere da cinema, la Canon EOS c300 Mark III, abbiamo pensato di ricreare quella notte, nel tentativo di raccontare al pubblico un pezzo della sua storia.

Una volta scritta la sceneggiatura abbiamo scritto la shotlist, disegnato uno storyboard e preparato un piano di lavorazione. A quel punto eravamo pronti per le riprese!

La location

La shotlist non è altro che un lungo elenco di tutte le inquadrature che volete (o dovete) realizzare. Una shotlist che si rispetti è composta da: 

  1. Numero scena
  2. Numero shot
  3. Descrizione della scena
  4. Tipo di inquadratura
  5. Campo di ripresa
  6. Obiettivo da utilizzare
  7. Movimento da realizzare

Questo foglio vi serve per non perdervi durante le giornate di ripresa e per capire quante inquadrature dovere realizzare. 

Storyboard

Una volta finita la shotlist potete passare a realizzare uno storyboard: prendete tutte le inquadrature e cominciate a disegnare (non serve essere bravi). Lo scopo in questo momento è capire e trasmettere al resto della troupe cosa vi immaginate succeda nel frame e come volete realizzare le riprese video.

É importantissimo riuscire a comunicare alle persone che vi aiuteranno a girare un film (documentario o cortometraggio che sia) la vostra visione. Loro non possono sapere dove posizionare la camera, cosa riprendere e come, sarete voi a dover guidare la troupe.

Il piano di lavorazione

Non serve che vi dica che non è necessario girare un cortometraggio in ordine cronologico, anzi. La cosa più furba che possiate fare è accorpare le scene e ridurre al minimo gli spostamenti, i cambi di vestiti, ed evitare che attori e comparse debbano attendere per ore il loro turno tra una scena e l’altra.

Questo è il piano di lavorazione: un foglio con scritto cosa viene girato, quando, chi deve essere presente, dove e a che ora. Sembra una cosa banale preparare un piano di lavorazione ma sarà veramente fondamentale.

Quanto deve durare in media un cortometraggio?

Non esiste una durata media o una definizione a cui potete appellarvi quando si tratta di decidere la durata di un cortometraggio. Posso darvi degli elementi per decidere e gli estremi (minimo e massimo) all’interno del quale potete muovervi.

Come lunghezza minima direi che un paio di minuti almeno sono necessari mentre per estremo massimo posso dirvi che molte televisioni intendono un corto metraggio fino ai 26/27 minuti (anche in base allo slot televisivo disponibile).

Nel nostro caso il film dura pochi minuti, è un concentrato di storia, montaggio e sound design e cerca di arrivare al punto nel minor tempo possibile. Se avete intenzione di candidare il film a festival potreste valutare di adattare la lunghezza a quanto specificato nei regolamenti.

Come si scrive una sceneggiatura per un cortometraggio?

Siamo alla fine: dovete “solo” scrivere la sceneggiatura. Può sembrare un compito impossibile, lungo o troppo complesso ma non vi preoccupate: posso darvi una mano cercando di dividere il lavoro in vari step e se li seguirete arriverete alla fine con una sceneggiatura pronta da girare.

Gli step sono:

  1. Scrivere una logline
  2. Scrivere una sinossi
  3. Dividere la storia in scene
  4. Infine scrivere la sceneggiatura

Scrivere una logline

La logline non fa parte della sceneggiatura ma: cosa scriviamo se non sappiamo cosa stiamo scrivendo? La logline non è altro che una versione compressa della storia. Dovete riuscire a riassumere tutto in due frasi al massimo, vi faccio un esempio: Un ragazzo irlandese cammina per venezia quando la marea si alza. La corsa contro il tempo nel tentativo di salvare la casa galleggiante fallisce.

In queste due frasi è contenuto tutto, ora sappiamo come inizia la storia, cosa succede nel mezzo e dove finisce.

Scrivere una sinossi

Una volta preparata la logline potete andare leggermente più in profondità e cercare di scrivere cosa succede durante tutto l’arco narrativo del film. Cammina per Venezia da solo? Cosa sta facendo, una passeggiata o una attività? Come cerca di raggiungere la barca? A piedi forse? Queste domande vi servono per riflettere.

È arrivato il momento di scrivere il racconto del film: fatevi trasportare dalla fantasia e cercate di essere più precisi possibile. Più dettagli scrivete più il film sarà bello.

Dividere la storia in scene

Una volta scritta la storia non dovete far altro che dividere lo scritto in blocchi (le scene) cercando di individuare dove finisce una e dove comincia l’altra. Come reminder vi dico che: la scena è un’azione che avviene attraverso il conflitto in una condizione spazio temporale più o meno invariata e che modifica, a livello di valori, la condizione esistenziale di un personaggio.

Scrivere la sceneggiatura

Ci siamo quasi! Ora non dovete fare altro che prendere ogni blocco ed approfondire ulteriormente, cercate di definire dove si svolge l’azione, quali azioni vengono compiute,  scrivete i dialoghi se ci sono e cercate di formattarla in maniera chiara e comprensibile a tutti.

Una volta arrivato alla fine non ti resta che cominciare ad organizzare le riprese, contattare il team e fare il cortometraggio dei tuoi sogni!

Spero che in questo articolo sia riuscito a spiegarti come abbiamo fatto a girare un cortometraggio in due giorni. Ti ricordo anche che abbiamo realizzato una lezione approfondita sul nostro cortometraggio in cui spieghiamo non solo cosa abbiamo fatto ma i motivi che hanno portato a quelle scelte e come queste hanno influito sul prodotto finale. La formazione, continua!

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