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Perché un atteggiamento positivo aiuta nella distribuzione di documentari

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La distribuzione di documentari e di film è uno scoglio piuttosto appuntito per molti produttori. Quando si investe tanta energia e passione in un documentario è normale giungere allo step della distribuzione cinematografica e cominciare a sentire la paura di non farcela.

In questo articolo vorrei invitarti a riflettere sui brutti scherzi che la paura può giocarci nell’influenzare l’andamento della distribuzione del nostro progetto. Quante volte il pessimismo e la paura ci rendono incapaci di andare avanti e realizzare i nostri intenti?

In questo articolo ti parlerò del perché avere un mood positivo ed intraprendente verso la distribuzione di documentari la renderà un percorso più soddisfacente. 

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coltiva un atteggiamento positivo verso la distribuzione di documentari

La distribuzione di un documentario non è mai semplice, specie se si è nuovi del settore e non si è compreso del tutto il sistema. Proprio per questo coltivare un atteggiamento positivo fin da subito ti aiuterà a saper gestire al meglio questo momento. 

Sentirsi scoraggiati non aiuterà a vendere un documentario. In che modo predisporsi positivamente nei confronti della distribuzione? 

Innanzitutto è importante essere consapevoli del valore del film così come dei suoi limiti. In questo modo sai già fin dove puoi/vuoi arrivare. 

Una volta stabiliti gli obiettivi, ci sono modi diversi di gestire l’attesa ed ognuno prima o poi riesce a trovare il suo. Io per esempio trovo di grande aiuto nella meditazione come valvola di sfogo durante l’attesa dei feedback da parte delle aziende di distribuzione o fare molto sport, specie se sei in attesa di un contratto di distribuzione cinematografica.

Noi applichiamo la strategia degli obbiettivi SMART che ci permettono di procedere per piccoli passi e piccole vittorie fino ad arrivare alla vittoria finale.

Se non hai per natura un carattere ottimista, è meglio se trovi un diversivo che ti aiuti a gestire l’attesa in modo costruttivo senza passare le ore di fronte ad uno schermo, aspettando una mail che potrebbe non arrivare mai.

Sì perché la distribuzione di documentari consiste per buona parte nell’attesa: attesa che le persone incaricate guardino il film, attesa che rispondano, attesa che facciano un’offerta. Attesa.

Si tratta di un processo lungo e se non lo gestisci bene emotivamente, rischi di crollare. Quando mi è capitato di distribuire il mio primo documentario 50 Liters Life, ero talmente preoccupata che molte sere mi ritrovavo a mettere in discussione tutto, soltanto perché la mail che aspettavo non era ancora giunta. 

Fissavo il muro chiedendomi se avevo fatto la cosa giusta e rimanevo molto tempo a logorarmi. Questo non è sano!

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un no oggi è un possibile sì domani

Un NO oggi è un possibile Sì domani. Adoro questo modo di pensare.

Lo adoro perché lascia sempre uno spiraglio per qualcosa che viene dopo. L’errore più grande che ho fatto durante la distribuzione del documentario 50 Liters Life è stato pensare che il processo della distribuzione fosse veloce, al più qualche settimana.   

Invece, tra i molti fallimenti e successi ho potuto constatare che non è per niente così. La distribuzione di documentari è un processo lungo che richiede il suo tempo per trovare lo sbocco ideale. 

Per questo, con il tempo ho imparato a pensare che un No oggi è un possibile Sì domani. Chi dice no al tuo progetto, sta dicendo no ad un prodotto che non si adatta bene alle sue esigenze. Questo non significa che il tuo film non troverà mai distribuzione. Dovesse passare sotto la lente di molti distributori, mantieni fermo il punto sul fatto che ancora non hai trovato quello che stai cercando. 

vendere un documentario a netflix non è tutto

Netflix ha fatto perdere la testa a molti produttori che non vedono altra distribuzione al di là di Netflix. Vendere un documentario a Netflix è molto complesso non è la sola realizzazione della distribuzione così come vale lo stesso per la distribuzione televisiva

Non dico di rinunciare, ma nemmeno fossilizzarsi su questo obiettivo. La distribuzione di documentari così come quella cinematografica, va vista come un ventaglio in cui posizionare il proprio lavoro. In realtà ci sono molti modi di gestire la distribuzione di documentari oltre alla televisione ed ai colossi del VOD. L’importante è rimanere intraprendenti e positivi! 

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a riflettere su come viverti la distribuzione di documentari in modo positivo con il giusto ottimismo per riuscire in futuro!

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