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Come si fa un’intervista con un audio professionale: di cosa hai bisogno

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Indice dei contenuti

Continua la serie di articoli dedicata all’intervista. Ci siamo accorti che viene sempre data scarsa importanza all’audio e di come si fa un’intervista ottenendo un audio professionale. É impensabile registrare un’intervista senza tenere conto di questo aspetto, perché in post produzione ti accorgerai del problema. L’intervista è il cuore pulsante di un documentario ed ognuno di noi vuole che il materiale raccolto risulti perfetto. 

È sempre consigliabile avere un tecnico del suono sul set che possa curare il sound design e la qualità dell’audio nell’intervista, ma se non fosse possibile qui sotto troverai alcuni spunti da cui prendere spunto per la prossima intervista.

Fare un'intervista: l'importanza dell'audio

Nel corso degli anni ho dovuto ammettere (ci provo almeno) un fatto molto importante: l’audio è probabilmente più importante del video. Per chi non mi conosce io sono un cameraman e vivo di immagini, sono il tipo di persona che sceglie il posto al ristorante in base a cosa vedo dietro la persona con cui sono a cena, quindi fare questa ammissione mi costa molto… credetemi!

Ci tengo a precisare una cosa però: non è tanto un fatto tecnico, ma quanto più di sopportazione. Proprio per come è strutturato il nostro organismo, siamo più portati ad adattare la vista piuttosto che l’udito. Per fare un esempio semplice, basta pensare a quanto sia fenomenale la capacità di adattamento dei nostri occhi alla variazione della luce.

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Se con poca luce (o tanta) le nostre pupille sono capaci di dilatarsi o restringersi per consentire di vedere, non è altrettanto vero per i timpani: un rumore forte o fastidioso può diventare assordante, talvolta pure pericoloso.  

Senza sconfinare in ambiti che non mi spettano, ecco il motivo per cui ritengo che l’audio sia più importante del video. Il nostro spettatore è più abituato a “sopportare” immagini mosse, sovraesposte o sottoesposte, leggermente fuori fuoco piuttosto che rumori assordanti o audio talmente bassi da non essere udibili. Curare l’audio ti permetterà di mantenere alta l’attenzione del pubblico quindi, se l’intervista è il cuore del documentario il collegamento è presto fatto.

Come impostare un’intervista dal punto di vista dell’audio

Tuffiamoci subito negli aspetti tecnici dell’audio per un’intervista. Il lavoro dell’audio parte ancora prima del giorno dell’intervista con il location scouting prima delle riprese.

Una volta trovato un luogo silenzioso e tranquillo devi provare a ridurre il riverbero della stanza. Per verificare quanto sia grave la situazione prova a battere le mani un paio di volte ed ascolta: se senti un suono sordo, secco, sei in buone condizioni. Spesso però quello che succede è che il battito di mani viene riverberato su tutte le stanze, generando un risultato pessimo.

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Una stanza completamente vuota è la condizione peggiore per avere un suono ottimo

Prova a quel punto a stendere una coperta fonoassorbente sotto l’intervistato e se ne avete altre posizionatele attorno al set in modo da creare una stanza dentro una stanza. Riprova e valuta il risultato. È migliorato il suono?

Una volta “trattata la stanza” puoi passare a impostare l‘attrezzatura necessaria per realizzare un’intervista ed assicurarti il miglior audio possibile. Per fare ciò avrai bisogno di:

  • Microfono e microfono di backup;
  • Registratore;
  • C-Stand e/o boom pole;
  • Cuffie per monitoraggio.
 
Un sacco di roba vero? Con il tempo sarai in grado di avere tutto il necessario, ma se specialmente sei all’inizio, è normale adottare soluzioni alternative che ti consentano di giungere ad un risultato accettabile o in molti casi molto buono. Per questo, se vuoi qualche idea su soluzioni alternative da adottare nei confronti dell’audio, ti consiglio di guardare il video che trovi qui sotto.  

Fare un'intervista: la giusta attrezzatura audio

Ora che abbiamo messo in chiaro tutto il necessario per impostare un’intervista, vediamo pezzo per pezzo cosa scegliere come attrezzatura audio.

Tipi di microfono: lavalier o shotgun?

La prima cosa che devi fare è scegliere il tipo di microfono: un microfono shotgun o un microfono lavalier. Questi due tipi di microfono danno risultati molto diversi tra loro, il microfono wireless ha un suono molto intimo (normale, data la vicinanza al soggetto), ma se montato male può dare dei fruscii molto fastidiosi. 

Il microfono shotgun invece non soffre i fruscii, ma cattura anche il rumore dell’ambiente circostante e se messo troppo lontano dall’intervistato il suono risulterà ovattato e distante. Usare entrambi contemporaneamente assicura il più delle volte un risultato ottimale.

Registratore professionale

Una volta scelti i microfoni è il momento di passare alla scelta del registratore. Quello che consigliamo noi è l’utilizzo di un registratore come lo Zoom H4n Pro o lo Zoom F6 ancora meglio. Genericamente un registratore che ti permetta di registrare i due microfoni su due tracce separate.

Se hai una mirrorless per esempio non disponi di un doppio attacco xlr e, se non equipaggiati a dovere, sarai obbligato a registrare su un unico canale, molto rischioso. Un registratore ti permette non solo di registrare su due canali diversi ma anche di impostare il volume di registrazione (o gain) in maniera autonoma, garantendoti il miglior risultato possibile.

Attacco XLR

Appena enunciato, l’attacco xlr è un attacco bilanciato e ti permette di avere un suono più pulito, di qualità migliore. Nelle videocamere da cinema ad esempio oltre all’attacco jack da 3,5mm sono presenti di solito due attacchi xlr. 

Potresti decidere di bypassare il registratore e di registrare direttamente in camera ma non è sempre consigliabile. In caso di problemi potrebbe essere troppo tardi.

sound-design

Le cuffie

Ultimo ma non meno importante, le cuffie! Non c’è strumento più importante per un sound designer. Le cuffie ti permettono di monitorare l’audio, di prevenire inconvenienti, di regolare i volumi man mano che l’intervista procede. Pensala così: le cuffie stanno al fonico come il monitor sta al videomaker.

Potresti mai fare un video senza vedere quello che state inquadrando? A volte si, mi è capitato per situazioni estreme e i risultati non sono mai stati un granché!

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