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Come fare un’intervista per un documentario: cosa tenere a mente

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Indice dei contenuti

Il momento dell’intervista è uno dei più cruciali nella produzione di un documentario perché in molti casi costituisce l’ossatura centrale attorno alla quale si sviluppa tutta la storia. Quante volte ci è capitato di guardare documentari in cui c’è una voce narrante che racconta per filo e per segno i fatti? 

È abbastanza comune fare questo uso dell’intervista, sia che si tratti di un unico personaggio che una serie di persone. Quindi il punto centrale di questo articolo è: come fare un’intervista in modo appropriato? Quali sono gli aspetti attorno ai quali ti puoi aggiudicare un buon lavoro? 

Rimani con me ed in questo articolo ti parlerò dei 5 must che non mancano mai nelle nostre interviste.  Se già non lo fai, sono sicuro che seguire questa checklist ti aiuterà a fare un’intervista in modo più professionale e gestirla nella pratica.

1) Fai ricerca del posto ideale

Facciamo un primo passo: come fare un’intervista che sia gradevole agli occhi, che non disturbi l’intervistato e lo/la metta a proprio agio?

Il modo migliore di cominciare è quello di trovare un posto tranquillo in cui posizionarsi. Parte del successo di un’intervista sta nella possibilità per la persona coinvolta di rilassarsi di fronte alla telecamera, che già di per sé rappresenta una forma di stress. 

Il luogo è bene che sia lontano da fonti di rumore come il traffico, ma anche bambini, cani, altri coinquilini, specialmente se l’intervista è realizzata a casa del personaggio. 

Il luogo migliore non è immediatamente facile da trovare, ma se avrai pazienza, alla fine potrai ritenerti soddisfatto/a. Quando abbiamo realizzato l’intervista del documentario Tied into me, la primissima idea era di farla in cima al palazzo dove al momento viveva il protagonista. Ci piaceva il paesaggio circostante che mostrava un panorama di Venezia mozzafiato. 

Tuttavia ci siamo subito resi conto che questa soluzione non era possibile perché c’erano troppe fonti di distrazione e soprattutto c’era un elicottero rumoroso che si trovava proprio sopra di noi, passando ogni 5 minuti…Ottimo, no?  

Quindi, questo piccolo estratto per mostrarti l’importanza di non avere fretta in questa fase, ma sapersi rendere conto se un luogo è abbastanza adatto.

Se vuoi approfondire ciò che concerne il set in un’intervista, ti consiglio di leggere l’articolo: Come iniziare un’intervista con il piede giusto: organizza il set

montare documentario

2) Come fare un'intervista preparando il set

Una volta trovato un luogo giusto e tranquillo dove svolgere l’intervista, va preparato un minimo il set. Questo passaggio del come fare un’intervista lo ritengo fondamentale perché una volta che abbiamo registrato, il danno è fatto; non c’è molto che si può fare per rimediare se non ci piace il background. 

Come al solito, è meglio lavorare in anticipo. Non va bene qualsiasi posto e posso dirti che noi stessi lo abbiamo imparato a nostre spese. Durante una delle interviste del documentario 50 Liters Life in cui ci siamo accorti solo in un secondo momento che lo sfondo non era il massimo e che potevamo certamente fare di meglio. E queste sono le cose che non si riesce ad aggiustare in post, come dicono in tanti.

Non pensare che tu debba fare chissà cosa, a volte basta aggiungere o togliere qualcosa di troppo per rendere l’ambiente più gradevole nell’inquadratura. Meno è sempre meglio di troppo.

Se sei curioso/a di conoscere altri insegnamenti che abbiamo acquisito dopo aver realizzato 50 Liter Life, questi articoli potrebbero fare al caso tuo:

Quindi anche in questo caso ti consiglio di prenderti il giusto tempo per organizzare le idee e pensare ad un background gradevole. A volte basta poco per migliorare un ambiente che non convince. 

Come impostare un’intervista? L’intervistato si trova generalmente al centro dell’inquadratura e spesso il suo sguardo è leggermente spostato in direzione laterale perché sta guardando il regista che di fronte a lui/lei, pone le domande. Ma ci sono anche situazioni in cui l’intervistato guarda in macchina direttamente. Queste sono scelte stilistiche su cui hai pieno controllo.

Quante volte ci chiediamo, quali luci dovrei usare in questa situazione? Che uso fare delle luci artificiali e come combinarle con la luce naturale? Come fare un’intervista senza luci?

Queste sono tutte domande legittime che ci facciamo compatibilmente con la situazione con cui ci stiamo confrontando. Ognuno prima o poi trova il suo metodo. A mio parere è interessante combinare luce artificiale e naturale, specialmente in un’intervista, ma come tantissimi direttori delle fotografia direbbero, bisogna tenere conto del sole e che la luce naturale non è controllabile. 

Utilizzare luci artificiali garantisce un risultato più sicuro e massimo controllo. Le luci vanno posizionate in modo tale che mettano in risalto il soggetto con dei giochi di ombre. Come fare?

La tecnica base per il corretto posizionamento delle luci è pensata in modo tale che la luce principale (main light) sia posizionata accanto alla camera per andare ad illuminare il soggetto. Poi, in posizione opposta, si trova la luce di riempimento (fill light) che illumina la persona di fianco ed infine alle spalle c’è la luce posteriore (back light).

Queste tre fonti luminose vanno a creare un triangolo che illumina il personaggio in tre modi diversi ma complementari. Forse potrebbe interessarti questo articolo: Come impostare un’intervista posizionando bene le luci

come fare un'intervista

4) Presta attenzione all'audio in modo professionale

L’audio in un documentario è sempre importante, ma nell’intervista lo è ancora di più. Come fare un’intervista facendo in modo che l’audio sia gestito in modo professionale? 

Quello che ti serve è un po’ di attrezzatura specifica utilizzata nel modo corretto. Gli strumenti più utilizzati sono: il microfono, il registratore o l’attacco XLR da collegare alla videocamera

I microfoni più comunemente utilizzati durante le interviste sono quelli di tipo lavalier e shotgun. Il microfono lavalier è indossato dalla persona e riproduce un suono più circoscritto, più pieno, mentre il microfono shotgun è direzionale e viene proprio sopra la persona per carpire ogni parola. 

A te la scelta: il lavalier crea un suono più coinvolgente ma è più complicato da gestire, lo shotgun ha una riproduzione meno intima del suono ed ha una gestione diversa. A prescindere dalla scelta che farai, ti serve un buon microfono. Il registratore serve per collegare il microfono e registrare il suono. 

Questa soluzione viene solitamente utilizzata quando si lavora con una camera mirrorless. Se invece lavori con una camera da cinema è possibile collegare il microfono direttamente alla videocamera tramite attacco XLR e registrare direttamente. Se ti interessa approfondire come gestire l’audio in un’intervista, ti consiglio di leggere l’articolo che abbiamo scritto a riguardo: Fare un’intervista con un audio professionale: di cosa hai bisogno

5) Ascolta, non distrarti

Come fare un’intervista e fare in modo che la persona possa liberamente aprirsi e raccontare le proprie sensazioni? Per questo non hai bisogno di alcune attrezzatura, ma solo di te stesso/a. 

Ascolta e basta. Le persone, quando sono ascoltate, sono più portate a sentirsi comprese nella loro situazione e non giudicate. Questo favorirà una maggiore apertura e l’occasione di generare materiale di maggiore qualità. 

Un libro che mi è stato molto utile per capire questo aspetto sia nella vita che nel lavoro è stato Just Listen di Mark Goulston.

6) Quali sono le domande da fare in un'intervista: preparale in anticipo

Cosa chiedere in un’intervista? Le domande non possono venirci in mente lì per lì, ma è necessario prepararle in anticipo per studiare i dettagli che ci servono. La domanda che devi farti è: qual è il mio obiettivo? Cosa voglio ottenere da questa intervista? 

Avere una lista di domande pronta in anticipo cui far riferimento costituisce in larga parte un elemento chiave su come fare un’intervista di successo. 

Le domande cambiano da progetto a progetto e non è possibile standardizzarle. Tuttavia le domande che non possono mancare sono legate alla storia in corso, ma anche domande generali che spieghino chi è la persona che sta parlando. 

Ciò a cui devi puntare è tirare fuori emozioni, perciò cerca di generare domande che mettano l’intervistato nella condizione di raccontare di sé e delle sue sensazioni.

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